Il vocabolo ‘confine’ (geografico) in latino si dice limes.
Cioè per gli antichi romani il confine era anche il limite, valicabile soltanto con un’aggressione armata.
Anche per i Greci il confine era un limite: Ulisse, il primo viaggiatore dell’antichità, pagò a caro prezzo la sua voglia di virtute e canoscenza, oltrepassando i confini del mondo conosciuto.
La scienza e la tecnica nel corso dei secoli ci hanno invece dimostrato che i confini devono essere superati e il superamento dei propri limiti è alla base dell’evoluzione umana e di un sempre maggiore livello di benessere.
Per giungere oggi alla società contemporanea, che non conosce più confini, che ha superato tutti i limiti: non c’è più un limite tra privato e pubblico, tra sacro e profano, tra cultura e opinionismo, tra umano e disumano.
E non c’è alcun confine tra esteriore ed interiore, fra Estetica e Bellezza.
Qualche anno fa ci trovavamo in una società liquida, secondo la felice intuizione di Bauman, cioè in una società del consumo sfrenato di cose, relazioni e individui, i cui confini cambiano rapidamente forma in base al ‘recipiente’ nel quale è versata, senza preoccuparsi di costruire legami solidi che, canta Ivano Fossati in una nota canzone, spezzano “le vene della mani”.
Oggi siamo nella “modernità gassosa” individuata per primo da papa Francesco e poi da Francesco Morace.
Cioè in una società sconfinata per eccellenza, eterea e quindi inconsistente, allagante e allagata, che non ha più una forma, che non è contenuta in una forma, ma che fluttua senza una direzione, senza un progetto, in balia di ogni vento che soffia, dietro ad ogni slogan, dietro ogni challenge, dietro ogni ipocrita convenzione, senza alcuna profondità.
E anche il concetto di Bellezza si adegua alle regole di questa società gassosa.
Sono ovviamente favorevole all’uso di strumenti estetici per migliorare il proprio corpo, che deve essere curato e abbellito secondo i propri gusti.
Ma se la cura del corpo diventa l’alibi per non occuparsi della propria bellezza interiore, allora anche l’Estetica diventa un ostacolo all’espressione della Bellezza.
I maestri spirituali e gli scienziati condividono l’idea che noi non siamo il corpo, ma siamo un’energia che abita il corpo per sperimentare. Quindi anche l’energia vitale che siamo ha bisogno di un confine, che è il corpo, per potersi esprimere, per potersi manifestare.
La mancanza di identità spirituale, tuttavia, ha creato anche l’alterazione della Bellezza, che non è più la testimonianza della perfezione del Cosmo (kòsmos in greco significa bello, ma anche ordinato, perchè la Bellezza è ordine, è armonia).
La cosmetica diventa invece un espediente per mimetizzare la propria identità reale e acquisire un’identità falsa, aderente non ai propri valori, ma al flusso della moda.
E quando non si esprimono i propri valori l’esistenza è votata all’infelicità.